Dal Diario di Ilalau: spettacoli finali, scherzi e i primi pianti di nostalgia!

IMG_0872SOMANTICA PROJECT A LA CASA DOS JOVENS Joaquim Nabuco – Pernabuco – Brasil
Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo e Casa dos Jovens ONGTerça 23 setembro 2014

Oggi pomeriggio è l’ultima lezione del corso! Mamma mia non ci crediamo che il tempo sia passato così velocemente!!!

Alle 14.30, ci aspettiamo la solita ondata di bambini…e invece ci saranno almeno la metà dei bimbi che ci sono solitamente. Siamo molto sorprese e dopo avere parlato con Adriano, ci facciamo delle domande: molti bambini non sono venuti forse perchè i genitori sono dell’altro partito (rispetto a quello appoggiato da Adriano)? Forse alcuni sono stati manipolati e per 10 o 15 Reais sono andate alla manifestazione elettorale, che si sta tenendo ora, a distribuire volantini e adesivi?

Purtroppo potrebbe essere ognuna di queste ipotesi. Per fortuna domenica tutto finirà, essere qui durante le elezioni è davvero snervante per certi aspetti! E poi questa associazione, questo spazio di aggregazione, dovrebbe essere apartitico essendo aperto a tutti, senza nessuna distinzione di ceto o credenze. Tanto meno quelle politiche. Purtroppo non sempre,evidentemente, è così.

Con la classe dei ragazzi più grandi, come sempre, ci risolleviamo il morale. Oggi è l’ultima giornata d’allenamento e si provano tutte le coreografie diverse volte e in sequenza.

Dobbiamo anche pensare ai vestiti ovviamente! Proponiamo di mettersi pantalocini scuri, con magliette o canotte nere, o addirittura far stare i ragazzi a dorso nudo. Come siamo occidentali !!! Nessuno possiede pantaloncini tinta unita, né tanto meno neri; e non se ne parla di stare a dorso nudo. Per fortuna Luciano si era offerto di portare qualche abito dalla scuola dove lavora suo cugino, e che ha cucito lui. Fantastico !!! Sono delle specie di tutine, tinta unita colorate…perfette! Inizialmente, soprattutto le ragazze, si vergognano molto a indossarle…ma basta poco per convincerle che stanno bene e che saranno perfette per l’esibizione.

Sesta 3 outubro

Ci svegliamo alle 9.30 stanchissime: il temporale e una miriade di gatti in calore stanotte non ci hanno fatto chiudere occhio!

Ilaria si sveglia con una coscia, i piedi e le braccia completamente mangiati dalle zanzare, le cosidette morissoca. Dopo aver fatto colazione ed esserci tirate su il morale a vicenda (siccome la partenza è vicina) seguiamo Adriano al campo da calcio in cui verrà successivamente fatto l’allenamento con i suoi ragazzi. Mentre siamo sedute ammirando la bravura e l’impegno di questi piccoli giocatori, un bambino di 9 anni affianca Ilaria e gli sussurra in un orecchio, in brasiliano: “perché la tua amica ha quei capelli??? ”. Ilaria prima scoppia a ridere poi gli risponde a sua volta sussurrando: “perché lei è matta!!”. Laura ovviamente non capisce niente finché non le spiego quello che pensano i bambini dei suoi capelli!

Oggi è il gran giorno! Il giorno in cui verrà fatto lo spettacolo dai nostri ragazzi mostrando quello che hanno imparato durante il nostro corso di acrobatica e tessuti aerei!

Siamo ovviamente molto più emozionate noi che loro. Dopo una passeggiata per il paesino ci dirigiamo verso casa e allestiamo la sala con tende, sedie, tavoli e a aiutiamo Vera a tagliare delle torte super soffici che hanno un aspetto meraviglioso!

Sono le 15.30…i bambini dovrebbero già essere qua, e pensiamo “saranno un pochino in ritardo”! Sono le 16.00…i bambini dovrebbero già essere qua, e pensiamo “saranno un po’ molto in ritardo”! Sono le 16.30 e cominciamo a metterci il cuore in pace e a pensare che ormai non verrà nessuno. Proprio in quel momento cominciano a spuntare le prime testine da dietro la porta! Ecco che arrivano… non sono neanche la metà di tutti i bambini che ci dovevano essere ma almeno si presentano quelli che hanno partecipato tutti i giorni al corso.

Ecco che si comincia! Il pubblico, dato l’orario, è formato da Vera, Ivane e qualche bimbo curioso che è rimasto dopo l’allenamento di calcio. I bambini sono come sempre ingestibili ma riescono, con anche il nostro aiuto, a fare tutta la coreografia fino in fondo e senza troppi errori. Appena terminata la piccola esibizione, si meritano tutti la merenda con torta e bibita. Dopodichè Adriano, dopo un discorso iniziale per ringraziare noi di Somantica e esortare i bambini a continuare a frequentare l’associazione dopo la nostra partenza, nonché di continuare ad andare a scuola, consegna ad ogni bambino il suo certificato. Sono tutti molto emozionati e orgogliosi e la foto con ogni bambino è di rito.

Verso le 19.00 , dopo avere aspettato i ritardatari e qualche amico del pubblico, è il momento dei grandi! Sono più carichi che mai! Indossano il costume che abbiamo scelto, si scaldano velocemente, ed ecco che comincia la presentazione. In neanche 3 settimane siamo riusciti a costruire 3 coreografie utilizzando anche gli attrezzi ei tessuti aerei, e le svolgono talmente bene che ci viene da piangere. Durante l’ultimo pezzo, in vero stile Somantica Project, è previsto di spalmarsi su braccia e gambe del colore… peccato invece che a fine spettacolo hanno anche facce e capelli completamenti sporchi! Durante lo spettacolo, infatti, presi da un momento di pazzia, corrono a colorare anche il pubblico che si diverte da morire vedendo questi matti che lasciano, a ritmo di musica, le impronte delle mani su tutte le pareti. Arriva il momento della torta, della bibita, dei certificati e del discorso di Adriano che ci sorprende dicendo che, dal momento in cui ha visto i progressi dei ragazzi e il rapporto che abbiamo instaurato con loro, possono tutti quanti accompagnarci in aeroporto il giorno della partenza. E via che partono i super pianti di felicità! Rimarrà per sempre nei nostri ricordi la frase di Adriano: “Laura fala e Ilaria chora!” (Laura parla e Ilaria piange).

Decidiamo così di andare in piazza tutti sporchi di colore e a piedi scalzi, a ridere, scherzare, correre e divertirci insieme. Siamo felici…ci rendiamo conto di essere proprio felici.

 

Sabado 4 outubro

Fino a due giorni prima eravamo convintissime che avremmo passato la giornata di sabato al mare…in realtà non riuscendoci a staccare dai ragazzi del nostro corso abbiamo deciso di passare più tempo possibile con loro, quindi decidiamo di restare qui a Joaquim.

Mentre facciamo colazione arriva Adriano insieme a una donna che è volontaria presso la casa dos jovens ed è sempre accompagnata da una bimba di 7 anni che ha partecipato qualche volta al nostro corso e che ogni volta che ci vede ci si siede in braccio e comincia a coccolarci! Più tardi scopriamo che, qualche sera prima, un uomo l’ha violentata. Fortunatamente ora lui è in carcere, anche se sarebbe preferibile eliminarlo dalla faccia della terra (ndr). Ma come mai una bimba di 7 anni girava da sola la sera per strada? Chiediamo. E con tutta tranquillità ci rispondono che probabilmente la madre era al lavoro o aveva da fare, e la bambina non sapeva cos’altro fare se non un giro. Sono gli aspetti del Brasile che purtroppo qui sono realtà quotidiane. La casa dos jovens è nata anche con questo obiettivo: cercare di dare un posto di aggregazione e rifugio a tanti bambini che non sanno dove o chi stare.

Alle 13 cominciano ad arrivare i nostri allievi e ci aiutano a pulire il pavimento della saletta dal colore, è incredibile come possa diventare divertente anche fare le pulizie! Mentre aspettiamo che i pavimenti si asciughino, Laura si siede fuori al sole e chiude gli occhi…secondo voi..Ilaria poteva star ferma?? Ovviamente no! Riempe di acqua un bicchiere e via di gavettone in faccia. Da quel momento…il delirio! Tutti i ragazzi e i bambini cominciano a tirarsi secchiate d’acqua e dopo 10 minuti siamo tutti spolti, chiedendoci come faremo ad asciugarci visto che il sole ci ha abbandonati proprio in questo momento!

Dopo esserci cambiate (Vinicius e Elial ovviamente restano con le maglie fradice!) andiamo al parco e cominciamo a giocare a pallavolo usando come rete una struttura in metallo e inventandoci le regole. Ci costruiamo da soli il “braccialetto dell’amicizia” utilizzando dei bastoncini…sono i braccialetti più belli e significativi che abbiamo!

Torniamo a casa, mangiamo qualcosa insieme e ci guardiamo un bel film, cercando di non pensare che tra pochi giorni non passeremo più le giornate insieme.

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Dal Diario di IlaLau: ultima settimana di corsi, verso lo spettacolo finale


SOMANTICA PROJECT A LA CASA DOS JOVENS Joaquim Nabuco – Pernabuco – Brasil
Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo e Casa dos Jovens ONGTerça 23 setembro 2014

Segunda 29 setembro

Stamattina dovrebbe venire Tito per portarci a fare un giro a mangiare la canna da zucchero. Aspettiamo bevendoci caffé e leggendo i nostri libri in portoghese, ma alle 10 ancora non si vede nessuno. Così ce ne andiamo a fare una passeggiata per conto nostro, anche perché c’è una bellissima giornata. Decido anche di stendere i panni… e per la solita legge di Murphy, dopo un’ora si rannuvola e viene a piovere!! ma per fortuna era solo una finta, questa volta dura poco.

Oggi pomeriggio a lezione erano davvero pochi….sopratutto il gruppo dei piccoletti, ma anche in quello dei più grandi mancava qualcuno. In realtà noi siamo riuscite a lavorare meglio, soprattutto con i piccoli, però ci sembra molto strano che ci siano tante assenze. Scopriamo poi da Luciano che oggi è la giornata della cultura, e le scuole sono chiuse! Molti bambini saranno rimasti a casa, pensando fosse vacanza! Anche il laboratorio creativo che avrebbe dovuto fare Luciano in una scuola la sera (al quale ci aveva invitato a partecipare), è stato rimandato a domani.

Come al solito le cose le scopriamo all’ultimo momento, ma siamo in Brasile, ed è normale! Ma non c’è nessun problema! Avendo la serata libera i ragazzi ci invitano a casa per vedere un film! Ore 18.30 appuntamento con dvd, pop-corn e bibite!

Terça 30 setembro

Questa mattina a lezione sono davvero in pochi, solamente in tre: Luciano, Eliel e Vinicius. Aspettiamo fino alle 9.30 pensando in un ritardo collettivo, ma poi iniziamo a lavorare. È già da un po’ che vorremmo creare una coreografia utilizzando un oggetto. Diamo qualche input ai ragazzi e in mezz’ora inventiamo una coreografia divertentissima con una panchina! Come fanno de ragazzi che non hanno mai fatto danza ad essere così bravi ad interpretare la musica???!!
Questa mattina Adriano chiede ai ragazzi come mai ci fossero tanti assenti. Scopriamo che i ragazzi sono, giustamente, a scuola. Quindi, a parte Luciano (lui è il più grande, ha trentenni anche se non li dimostra) anche Elial e Vinicius dovebbrero essere a scuola!!! Adriano li sgrida molto, non si può saltare scuola per venire a fare un corso in associazione, e su questo siamo d’accordo anche noi. Ci chiediamo allora come mai le settimane scorse potessero venire tutti anche la mattina, e i ragazzi ci spiegano che, essendo ormai la fine dell’anno scolastico, le scorse settimane c’erano tutte le mattine delle prove in aula che però terminavano presto: andavano a scuola dalle 7 alle 9 di mattina e poi correvano da noi per frequentare il corso. Da questa settimana però le lezioni sono riprese normalmente, dalle 7 alle 11. Ovviamente noi non potevamo saperlo, ci scusiamo con Adriano, e decidiamo di annullare le lezioni del mattino e mantenere solo quelle del pomeriggio. Ormai comunque concludiamo la mattinata con i tessuti aerei e un po’ di maneggio di attrezzi. Mentre Elial e Vinicius si lanciano sui tessuti, Luciano è patito per il nastro e la palla in particolare, e se la cava anche con le bolas!

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Dopo il nostro solito pranzetto da leccarsi i baffi, ci prepariamo per le lezioni del pomeriggio. Questa è l’ultima settimana di lezione (ci viene da piangere al solo pensiero e ci chiediamo come possa essere passato così in fretta il tempo) e per la festa finale prevista venerdì abbiamo bisogno di sapere i nomi dei bimbi che hanno più o meno frequentato regolarmente il corso per preparare i certificati di frequenza. Per aiutarci a prendere i nominativi, e scriverli in modo corretto, si offre Paulo un ragazzetto sui 17 anni che frequenta l ‘associazione perché fa calcio e capoeira.

Al primo turno oggi si presentano una marea di bambine e bambini, e in 17 lasciano il loro nominativo e assicurano che ci saranno venerdì pomeriggio per l’esibizione finale. Noi, piccole ingenue, ci crediamo anche.
I grandi ovviamente ci saranno tutti e sette, e di questo ne siamo sicuri. Mostriamo la coreografia della panca, banco in portoghese, ed è un successone! Si divertono un sacco e dopo alcune prove di improvvisazione riusciamo a terminare tutta la coreografia….che è già diventata la loro preferita!

Dopo lezione Luciano ci avvisa che passerà a prenderci alle 19.00 per andare insieme alla scuola dove terrà il corso di manualità creativa e artigianato per le donne. Ci spiega che è un corso gratuito, finanziato dal governo e rivolto a tutte le donne, più o meno giovani e più o meno alfabetizzate. Oggi è la prima lezione ed è previsto un laboratorio di saponette.
Quando arriviamo in aula, ci sono già una decina di donne sedute ai banchi di scuola. Età svariate, in generale sulla quarantina (o almeno a noi sembra). Ovviamente passa almeno mezz’ora abbondante prima che inizi la lezione, perché bisogna raccogliere le firme dei presenti e aspettare che ci portino il materiale necessario, e nel frattempo si aggiungono anche altre signore. Finalmente, seguendo le istruzioni che Luciano ha scritto sulla lavagna, iniziamo a impiastricciarci le mani con sapone, acqua e colla per poi creare due fiori. Anche le signore sembrano molto divertite e si impegnano molto in quello che stanno facendo. Verso le 21, salutiamo tutte mentre stanno ancora lavorando. Arriviamo a casa giusto in tempo per evitarci l’acquazzone! Soddisfatte dei nostri lavoretti, pensiamo che saranno un bel regalo per Vera e Ivane!
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Dal Diario di IlaLau: week end della terza settimana – Dias do azar!!

SOMANTICA PROJECT A LA CASA DOS JOVENS Joaquim Nabuco – Pernabuco – Brasil
Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo e Casa dos Jovens ONG
Fim de semana 27-28 setembro, ovvero: DIAS DO AZAR (=il week-end dei “PACCHI”)

Alle 8.30 ci attende una macchina con tanto di autista che ci accompagnerà in un posto di cui tutti parlano benissimo, non troppo lontano da qui e dove possiamo passare la giornata. Si tratta di una piscina d’acqua di sorgente naturale chiamata Minhas da Pedra. Aspettiamo due dei nostri allievi che hanno deciso di accompagnarci, visto che abbiamo due posti liberi in auto.

Dopo circa quaranta minuti di macchina (metà dei quali lungo strade di terra rossa e cercando di schivare profonde buche dovute alle piogge delle settimane precedenti) arriviamo in questa meravigliosa piscina, ricavata al lato di una pietra gigantesca con una scritta in bianco che riprende, ovviamente, il nome di Dio e figlio. Posto meraviglioso, dotato anche di piscina più piccola per i bambini, con tanto di tavolini, sedie e prato verde dove sdraiarsi… peccato mancasse l’acqua!!!! PRIMO PACCO. Ci dicono che è in reforma (ovvero in manutenzione) e riaprirà il 12 ottobre, in occasione della giornata dei bambini (ndr) … molto bene! E adesso????

L’autista, dopo aver riflettuto per qualche minuto, ci dice che conosce un altro posto, che si trova dopo Palmares, chiamato Serrazu. Ci vorranno almeno altri 40 minuti ma decidiamo di andare: tanto ormai lui dobbiamo pagarlo e poi sono solo le 10 di mattina e abbiamo tutta la giornata libera! Arriviamo in un piccolo paesino rurale, dove il motorista si ferma a salutare una donna che sta stendendo i panni e un ragazzo sta andando tranquillamente per la strada a cavallo. Superiamo altri piccoli gruppi di case colorate e bambini che giocano per strada, e arriviamo al Banho: anche questa è un’altra piscina naturale, proprio vicino una cascata e un fiume, in mezzo a un bosco, ed è proprietà dei parenti del nostro autista. Prima di entrare un vecchietto con solo due dentini ci dà il benvenuto e ci dice che la piscina è aperta… ma che dice che c’è un problema! PER PRANZO HANNO SOLO POLLO, PESCE E INSALATA…MA NON HANNO RISO E FAGIOLI!!!!

Per i brasiliani questo sarebbe davvero un problema, abituati a mangiare sempre questi alimenti, mentre invece noi ne siamo felici: almeno oggi non saremo costrette a mangiare ancora fagioli e riso.. e con il sorriso stampato sulle labbra diciamo che per noi non è assolutamente un problema!!!

C’è poca gente, quasi solo noi, oltre a due signore che spazzano continuamente foglie. Che paesaggio idilliaco! Tutta questa natura ci mancherà tanto. Appoggiamo gli zaini e dopo esserci infilati il costume ci buttiamo in acqua. Ci sono due vasche con i fondali in sabbia e sassi. L’acqua è quella del fiume, è fresca e piena di foglie e rami, ma non importa…è piacevole trovarseli incastrati nei capelli! C’è anche uno scivolo, non di plastica ma in cemento con delle piastrelle per renderlo più liscio. I ragazzi ci si vogliono lanciare ovviamente e anche Laura si butta subito!…si fa male al sedere e Ilaria non lo vuole (intelligentemente) fare…ma viene costretta, per cui si rovina una chiappa anche lei. Tutti contenti di esserci graffiati il sedere, tiriamo fuori le carte da gioco e insegniamo ai nostri ometti “ruba mazzo”. Ilaria e il suo compagno di gioco vincono di brutto!

Arriva un po’ di gente e iniziamo a sentire profumo di carne asada… ci vien fame! Il signore dai due dentini, gentilissimo, ci consiglia galinha e salada… e ha ragione, perché è davvero gustosissima!

Il pomeriggio continua tra un tuffo e una partita a carte. Il nostro autista è già qui da un po’, polleggiato su un’amaca. Verso le 16.30, il sole ormai è già dietro la montagna, è ora di salutare tutti. La luce del tramonto è davvero rilassante, e l’anima si ricolma della tranquillità di questi piccoli paesini rurali dove la vita della genta è scandita dalle ore di sole e dai tempi della natura. Sulla via del ritorno, all’altezza di Palmares, troviamo un po’ di colonna: c’è appena stato un incidente e stanno ancora cercando di tirare fuori i corpi dalle lamiere. Pare che siano il prefetto e sua moglie.

Dopo una doccia veloce e una cena rapida con gli avanzi del giorno prima, alle 20 passa a prenderci Eliel per portarci al Gimnasio dove stasera si tiene l’evento della settimana: un incontro di MMA, ovvero un incontro di box (!!). Mentre ci incamminiamo, sembra che ci sia poca gente in giro, poche macchine nel parcheggio e soprattutto silenzio (incredibileee!). I nostri dubbi diventano realtà appena entriamo: la palestra è vuota e ci sono ragazzetti che giocano a calcio e ci confermano che l’evento di stasera è stato rimandato. SECONDO PACCO!!!

Non ci resta altro da fare se non andare in centro, dove le uniche cose aperte sono due ristoranti e un baracchino che frigge pastel. Quindi dove altro potevamo andare, se non dal nostro amico italiano a prenderci una caipirinha ?? Per strada incontriamo anche Regivaldo che ci fa compagnia. È un po’ di tempo che vorremo andare a farci una partita a biliardo, e ora è l’occasione giusta. Saliamo le scale ripide e sporche del fabbricato che porta alla sala dove solo uomini e qualche bambino gioca su vecchi tavoli da biliardo. Regivaldo è molto bravo e da la paga a tutti!!! C’è anche un calcio balilla e ovviamente ci scappano due partite !!

Alle 22.30 ci salutiamo dandoci appuntamento con Elial per il giorno dopo, per fare un giretto qui a Nabuco visto che nel pomeriggio è previsto il desfile , che tutti stano attendendo con ansia! La parata, organizzata per festeggiare l’indipendenza del Brasile, in realtà era prevista per il 7 settembre, ma a causa della pioggia è stata rimandata; prima al 25 e all’ultimo momento al 28 di settembre. Cogliendo l’occasione che siamo qui ci sembra il minimo partecipare !!! E ne siamo molto orgogliose!

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Eccoci a domenica mattina. Alle 9.30, ancora assonnato e un’ora dopo dell’orario fissato, arriva Elial. Prima di uscire approfittiamo della bella giornata di sole per stendere i nostri panni.

Il paese è quasi deserto e i negozi sono chiusi: la domenica è giornata di riposo per tutti. Camminiamo verso una zona chiamata Asudi, verso la campagna. Ci ritroviamo di fronte un grande lago verde, circondato da canne e alberi. Un cavallo sta bevendo, tranquillo, su una delle sponde. Eliel ci racconta che una volta c’ erano due laghi, ma dopo un’alluvione uno dei due è fuoriuscito e da allora è rimasto solo un vuoto tra le colline. Una volta in questo lago ci si faceva il bagno, ma ora non più … però c’è chi ancora ci pesca. Costeggiamo tutto il lago facendo una lunga passeggiata che ci porta sulla riva opposta. Qui il sentiero prosegue addentrandosi verso i campi di canna da zucchero, fiancheggiato da alti alberi di banane e cocco. Ci accompagna una piacevole brezza e il volo degli urubu, falchi dalle grandi ali che ci incantano con le loro planate che noi seguiamo col naso all’insù’. Proseguiamo fino a quando la fanghiglia non ci permette di avanzare ulteriormente e decidiamo di tornare indietro. Ripassiamo davanti alle tipiche casette colorate a un piano, dove una donna si affaccia curiosa dalla finestra dietro sbarre di metallo e galletto scorrazza qua e là, osservato da un piccolo gattino. Vediamo in lontananza un cantiere dove sono previste una serie di case nuove, tutte piccole abitazioni da un paio di stanze e alte un solo piano. Per ora sono state costruite solo le tramezze portanti. Elial ci chiede se in Italia le case sono così o diverse. Poi ci chiede quanto costa comprarsene una di casa: e rimane sconvolto dalle nostre risposte. Poco più in là del cantiere c’è un altro piccolo specchio d’acqua, circondato da palme e dove vediamo una fontanella. Siamo accaldati e il sole delle 11 è davvero caldo, decidiamo di scendere il pendio e raggiungere la piccola oasi per rinfrescarci. Ci sediamo su un tronco di palma e dietro di noi mi accorgo di un gruppetto di uomini e bambini intenti ad armeggiare con una scala (fatta di rami e bastoni intrecciati tra loro) di fianco a una palma: sono lì a raccogliere cocchi verdi! Ovviamente io mi fiondo con la macchina fotografica a provare a immortalare la scena: un omino magro e agile in tutta velocità è già a 8 metri di altezza e ha legato con una fune il casco di cocchi, che poi lentamente, a modi carrucola, fa scendere a terra; un altro signore li appoggia in una carriola che un ragazzetto prontamente porta verso un camioncino. La stessa sequenza viene ripetuta su diverse palme di cocco. Come sempre uno dei signori si accorge di noi – che non siamo evidentemente del posto – e con la solita accoglienza calorosa ci offre tre cocchi appena raccolti. Noi accettiamo volentieri perché abbiamo proprio bisogno di dissetarci e di energia! È sempre affascinate vedere con che facilità e agilità maneggiano il macete: in quattro e quattr’otto ci ha pelato e aperto il cocco, ricavando un piccolo foro dal quale noi, a collo, ci beviamo la fresca acqua interna. Dopo di che, lo stesso signore gentile, ci taglia a metà il cocco, e da una parte di guscio ricava una piccola spatola con la quale possiamo grattare l’interno del cocco, per mangiarne la bianca carne interna: particolare e un po’ strana di consistenza (più meno come quella di un caco) ma davvero sostanziosa!

Dopo questa rinfrescante sosta, torniamo verso casa, ormai è quasi ora dell’almoço (pranzo). Incontriamo adriano che sta chiaccherando con un’amico….ci dice che sta per partire per un paese vicino dove ci sarà una partita di calcio dove gioca anche uno dei suoi calciatori della Nabuquense F.C. … “come!??! E non ci accompagnerà alla parata?” gli chiediamo. Ma poi aggiunge anche che molto probabilmente la parata del pomeriggio verrà annullata perché quella stessa mattina c’è stato un incidente dove ha perso la vita un ragazzo che suonava in una delle bande della scuola. La notizia è ancora ufficiosa, ma quasi provata. Ovviamente ci spiace molto per l’accaduto, pensando anche a quello della sera prima, e iniziamo a pensare che forse era meglio se fossimo andate al mare come avevamo pensato inizialmente!!!

Torniamo a casa un po’ sconsolate. Arriviamo alla casa dei Giovani, e facciamo giusto in tempo ad incontrare Vera per dirle cosa è accaduto, che proprio in quel momento un’ altoparlante avvisa la popolazione che il desfile è annullato: non ci sarà nessuna festa. E con questo siamo al TERZO e più GRANDE PACCO!! Che peccato! Eravamo così cariche e i con anche i costumi, e sarebbe stato cosi bello vedere una festa in vero stile brasiliano.

Per fortuna ci consoliamo con l‘invito a pranzo a casa di Luciano! Abita qui vicino in una piccola casa a ridosso dei binari della vecchia linea ferroviaria. Fuori scorrazzano le galline della nonna di Luciano, e varie persone stanno già mangiando su un piccolo tavolino, mentre una giovane ragazza è intenta ad accudire una neonata. Sono tutti parenti di Luciano, e abitano tutti lì. Entriamo in casa e ci accoglie una signora sorridente, la mamma di Luciano, che ci fa accomodare su un tavolo imbandito! Riso e fagioli, ovviamente, ma anche insalata, carne in umido deliziosa, cus cus, pollo alla griglia a mangiare con farina di manioca. Ci serviamo a buffet, come usa qui, e appunto… ci abbuffiamo! Dopo pranzo, non avendo molto altro da fare, Luciano ci propone di andare a trovare suo cugino Cleiton. Lo avevamo conosciuto qualche giorno prima, nella scuola dove è dirigente e dove Luciano tiene alcuni corsi. Cleiton è anche un bravissimo sarto e tutti i vestiti per la sfilata (compresi i nostri che vedrete nelle foto!!) li ha cuciti lui su disegno di Luciano. Cleiton abita verso la parte alta di Joaquim, e il benvenuto ce lo danno i suoi due piccoli cagnoli. È molto contento di vederci e di mostrarci i suoi meravigliosi lavori. Da uno stanzino pieno di abiti, cappelli, stoffe, inizia a mostrarci i completini che avrebbero dovuto indossare le ragazze: corpetti, bolerini, gonelline, guanti , colletti da regina Elisabetta, tutti ovviamente abbinati e vero stile brasiliano tappezzati di svarosky, brillantini, passamaneria argentata e dorata. Semplicemente delle opere d’arte!! Passiamo agli abiti maschili, con giacche e calzari, doppio petto e gilet. Ci spiega che ogni anno cambia il colore, e quest’anno il prescelto era il verde. Pure il mio colore preferito! Ovviamente non riusciamo a fare a meno di provarci qualcosa, perciò ci mettiamo in testa una coroncina e infiliamo una giacchetta e la foto è di rito. Scuriosiamo ancora un po’, saltano fuori i completi degli anni precedenti, che ha conservato con cura e ci chiediamo quanto possa averci messo!! Di solito il preavviso è sempre poco, e ormai è capace di confezionare un vestito in pochi giorni. Vorremmo assumerlo come sarto di Somantica, e Luciano sarebbe il nostro stilista!!! Lo salutiamo con la promessa che un giorno confezionerà vestiti anche per noi e torniamo verso casa.

Sono le 14 e oggi fa caldissimo, la gente è chiusa in casa e anche noi decidiamo di farci una pennica. Verso le 16.00, accompagnati dal nostro amico Elial, usciamo a fare una passeggiata. Il paese è un po’ più animato, e dopo aver percorso salite e gradini, arriviamo alla parte piu’ alta del paese. La prima cosa che vediamo è un grande campetto dove ragazzetti stanno giocando a calcio e un ragazzo fa volare un aquilone. Intorno sono le solite case basse a un piano più o meno finite. Cè anche una scuola, una chiesa e una cisterna per l’acqua. Da qui vediamo in lontananza il lago verde e l’oasi di palme dove siamo stati la mattina, e da qui si vede tutto il paese. Il sole sparisce dietro la collina e colora di rosa il cielo e le ombre delle palme si fanno lunghe. Prima che scurisca decidiamo di andare alla scalinata più lunga di Joaquim, che vediamo di fronte a noi e si trova dall’altra parte di dove siamo ora. Riattraversiamo il centro, e facciamo piccole stradine mai percorse, imbattendoci in una partita di calcio (paro anche la palla!) e in una partita a domino di alcuni vecchietti che si fanno volentieri fotografare. Raggiungiamo i piedi della scalinata…come è alta!! questa è la zona un po’ più povera, qui ci sono ancora le casa di fango. Ci arrampichiamo sui gradini mentre inizia a fare sempre più buoi e iniziano ad accendersi le poche illuminazioni del paese. Non riusciamo ad arrivare in cima alla scala (che finisce in un gruppo di case) perché ormai è buio, ma arriviamo all’altezza della casa Giuliana! Dove infatti le bimbe che già abbiamo conosciuto le scorse settimane per i corsi, ci saltano addosso per salutarci. Ci accompagnano per mano per un pezzettino di strada, poi le salutiamo appena iniziamo a ridiscendere verso il centro: non possono allontanarsi troppo da casa. Incontriamo anche Tito, sulla sua moto come sempre in ciabatte, che ci propone di andare a fare una scampagnata la mattina dopo. Arrivati a casa cuciniamo con quel che troviamo in frigo, e ci buttiamo sul divano per vederci un film. Ormai è il nostro passatempo preferito della sera!

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Dal diario di IlaLau: voglia di imparare, salsa e libri per bambini!

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Joaquim Nabuco – Pernabuco – Brasil
Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo e Casa dos Jovens ONG

Segunda 22 setembro 2014

Stamattina è in programma la lezione di salsa con il mitico Josuel, l’amico di Luciano. Venerdì lui ritornerà a San Paolo, dove ora vive, ma siamo riuscite a convincerlo a insegnarci qualche passo prima di ripartire, in cambio di una mini lezione di danza contemporanea. L’appuntamento è per le 9… alle 9,30 ancora non arriva nessuno e già iniziamo a pensare si siano scordati. Invece, alle 10, eccoli arrivare! In fondo hanno ritardato solo di un’ora.
Iniziamo con un piccolo riscaldamento e fino qui, per noi, nessun problema. Poi inizia a mostrarci alcuni passi base di salsa, aggiungendo mosse di bacino e braccia e iniziando a muovere i piedi a una velocità spaventosa. Noi siamo davvero impacciate e non riusciamo a seguirlo! Prosegue mostrandoci qualche passo in coppia e non solo, sempre in stile salsa. Josuel e Luciano sono davvero bravi, sciolti e sono molto più sensuali di noi due (ci vuole poi poco) e hanno un movimento di bacino incredibile… le ragazzine che ci stanno guardando (e ridendo!!) riescono a imitarli molto meglio di noi due! Nonostante tutto Josuel ci fa i complimenti e ci esorta a provare e a seguirli, continuando a dirci “sensualiza, sensualiza!” (meu deus!!!). Tentiamo anche la chiusura finale con caron (ovvero sguardo sensuale). Dopo un’ora di sudore e sculettamenti (che fatica!!), tocca a noi. Mostriamo loro una breve coreografia e notiamo che, a parte qualche movimento acrobatico, del resto riescono a riprodurla molto bene anche se la “fanno loro”, ovvero inseriscono sempre movimenti che ricordano la salsa.
Applausi vicendevoli e saluti calorosi, davvero sentiti sperando di rivederci presto…CHAO JOSUEL! ATE’ LOGO!!
Oggi decidiamo anche di appendere il secondo tessuto di colore verde nella saletta, e non su un albero…l’idea era bella, ma sarebbe da montare e smontare tutte le volte e oltretutto ogni tanto ancora piove. Noi eravamo titubanti sulla solidità della trave più alta, ma Luciano è sicuro che tenga e che si possa utilizzare. Ci fidiamo e, con una scala di fortuna mezza rotta, Luciano ci monta il secondo tessuto. EPA!!! (evviva!)
Dopo pranzo arrivano le piccole e grandi donnine (e qualche ometto). Spaventate dopo le ultime lezioni fatte con loro (in cui erano più di 20) le accogliamo ugualmente con il sorriso. Per fortuna oggi sono un pò meno e riusciamo a lavorare con più tranquillità! Ripassiamo la coreografia fatta la lezione precedente e ne insegniamo un’altra alle grandi… faticano ad impararla, ma siamo sicure che ce la faranno! Purtroppo questo gruppo è sempre molto vario. C’è un gruppetto fisso, ma a cui si aggiungono sempre alcuni bimbi nuovi e diventa difficile lavorare con continuità. Inoltre fanno molta fatica a concentrarsi, prendono tutto solo come un gioco, ridacchiano e urlano di continuo. Per le più piccole è comprensibile, ma anche quelle di 10-11 anni dobbiamo spesso rimproverarle e riprenderle. È molto faticoso e stancante
Con i più grandi della lezione dopo va sempre tutto meravigliosamente bene… tanto che se pensiamo di doverli lasciare qua per tornare in Italia ci viene da piangere. Il gruppo è ben consolidato, formato da quattro ragazzi e tre ragazze, dai 13 ai 17 anni. Hanno tutti voglia di imparare, si concentrano e impegnano molto. 1911040_604076836363668_4677284543624614481_oÈ incredibile la maturità che hanno a soli 13 anni – ovviamente noi credavamo che fossero tutti più grandi di almeno un paio di anni- e ora che stiamo montando le coreografie di fine corso, con loro ci concediamo di sperimentare e osare molto di più. Dopo lezione ci abbracciano e baciano sempre e ci scattano foto… ci siamo davvero affezionati molto!
Alle 19.30 arriva Adriano che ci porta alla biblioteca che si trova all’interno della scuola qui di fianco casa. La bibliotecaria ci mostra le varie sezioni di suddivisione dei libri…
ma la nostra scelta rimane nello scompartimento Infantil, quello con i libri per bambini!!!

Dal Diario di IlaLau: week end da turiste, tra mare, squali-cocomeri, cascate e grigliate di pesce!

SOMANTICA PROJECT A LA CASA DOS JOVENS
Joaquim Nabuco – Pernabuco – Brasil
Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo e Casa dos Jovens ONG

Final do semana sabado 20 setembro e domingo 21 setembro 2014

Questo week-end decidiamo di fare un po’ le turiste (per caso!) e visitare i dintorni. Adriano dice che è meglio che come prima volta ci accompagni qualcuno. Il nostro accompagnatore è Emerson, figlio diciassettenne di Ivane.
Sabato è prevista la gita al mare!!!! Zainetto in spalla, alle ore 6.30 del mattino andiamo a prendere il primo carro (il transporte alternativo dei pulmini di cui vi abbiamo già parlato nelle scorse pagine del diario) per Palmares. Arriviamo un po’ in anticipo, il prossimo carro per Barreiros (cioè la zona del litorale sud) è alle 7.30. Nell’attesa cerchiamo un bar per mangiar qualcosa…ci offrono fagioli e riso oppure tapioca…qui è normale, ma noi non siamo ancora ‘così’ brasiliane da riuscire a mangiare fagioli alle 7 di mattina! Per fortuna troviamo anche delle specie di ‘panzerotti’, chiamiamoli cosi’, con presunto e quejo (prosciutto e formaggio) – un po’ tamugni, ma li sbaffiamo- rimirando aironi che bevono nel fiume e chiacchierando sotto il primo sole!
Alle 7.30 puntuale ecco il nostro pulmino, contraddistinto, come la maggior parte dei mezzi, dalla scritta ‘Deus è fiel’. Ci attende circa un’ora e mezza di strada molto piacevole (costeggiamo anche una Riserva Naturale, la Riserva Biologica de Saltinho, con alberi altissimi e fitti, e cascatelle) durante la quale facciamo le solite fermate per far scendere due persone e farne salire 8 (!!!) cariche di sporte o qualsiasi altra cosa che la gente si infila sotto i sedili o in braccio (!!!). Arriviamo a Barreiros alle 9 e sta spiovigginando. Emerson urla due o tre cose ad alcuni signori che ci indicano un punto dove saliamo sul terzo (e ultimo per fortuna!) carro che in mezz’oretta ci porta a Tamandarè. Passeggiando verso la spiaggia, Emerson ci racconta che suo padre è di qua. Un edificio bianco tra le palme attira la nostra attenzione: è il Forte de Santo Inacio de Lodola, conosciuto come il Forte di Tamandarè, edificio storico Patrimonio Culturale dello stato del Pernabuco costruito alla fine del XIX sec. La visita è interessante e su un albero di manga troviamo anche delle simpatiche scimmiette intente a mangiarne i frutti e saltellare da un ramo all’altro. Proprio al lato del Forte, spicca il Faro di Tamandarè. Lo superiamo e poco più in là finalmente eccolo!! Il mare… .o meglio, l’Oceano (Atlantico)! E la spiaggia è una lingua lunghissima di sabbia bianca, costeggiata da fitte palme!
A piedi nudi nella morbida sabbia camminiamo, respirando l’aria fresca. Famiglie ascoltano musica ad alto volume (ovviamente), ragazzi giocano a calcio, un pescatore cammina sul bagnasciuga tirandosi dietro una razza enorme appena pescata come fosse un cagnolino (!!). Il cielo si è aperto e il sole ci sta cuocendo. Raggiungiamo la zona dei ristorantini e venditori ambulanti di noccioline, gelati e gamberetti e decidiamo di rinfrescarci bevendoci l’acqua di coco verde. Poi non ci pensiamo due volte e corriamo a tuffarci! Che meraviglia! Prima però ci ricordiamo dell’avviso di Luciano: se sentite odore di melançia (= cocomero), correte perché cè il tiburão (=squalo)!!
…..questo ovviamente è uno scherzo, ma ce lo aveva detto la sera prima al bar dopo tre caipiroska ed era stato molto divertente!
Ci rilassiamo in spiaggia e Ilaria viene svegliata da un’ondata…sta già salendo la marea, è ora dell’almoço (pranzo): un bel pesce alla griglia, con contorno di riso e fagioli immancabile, in riva al mare. Cosa vogliamo di più? Alle 15 è ora di tornare, visto che ci aspettano 3 mezzi e qui il sole tramonta presto. Inoltre stasera è il compleanno di Adriano e ci ha invitato a casa sua per un churrasco (carne alla griglia). Noi siamo cotte, nel vero senso della parola, ma non possiamo mancare e poi il nostro regalo (un vasetto di nutella) sarà un successone! La festa si protrae fin troppo, visto che per la domenica la sveglia è sempre per le 5.30.

Alle 6.00 di domenica mattina ecco Emerson davanti alla nostra porta. Si va a la Cachoeira do Urubu (= Cascate)!!

Arriviamo a Palmares con il solito pulmino alternativo, e da li prendiamo invece un vero e proprio pullman Coletivos e sediamo finalmente comodi. Ci stiamo dirigendo in direzione Recife e dopo circa un’ora scendiamo, a una fermata in mezzo all’autostrada, che non è nemmeno indicata! Ma Emerson, essendo brasiliano del posto, sa che c’è… Ci chiediamo come un povero turista possa raggiungere questo posto… bhè in effetti qui di gran turisti non ce sono (per fortuna direi!!). Attraversiamo e ci incamminiamo verso una stradina tra i campi di canna da zucchero, dove in teoria dovrebbe passare uno dei soliti pulmini. Chiediamo informazione a un omone in auto con la famiglia che alla fine ci da un passaggio fino al paesino chiamato Primavera. Da qui possiamo prendere le moto-taxi !! che esperienza incredibile!!!! Per fortuna la strada dissestata e non asfalata non permette fare velocità elevate, e riusciamo a goderci il panorama che è a dir poco meraviglioso: cavalli fanno il bagno in un rio, fazende e casette nascoste tra banani e palme, bambini che caricano la canna bruciata su asinelli, o giocano su una rustica altalena appesa a un albero. Dopo circa 15 minuti arriviamo all’ ingresso della Cachoeira, che è patrimonio biologico e protetto del Pernabuco. Sono appena le 9 di mattina e c’è fila all’ingresso! L’entrata costa 6 reais e dopo aver pagato ci aspetta una breve e piacevole camminata prima di arrivare di fronte a questa immensa cascata.
Il posto è veramente stupendo. Ci sono 4 ristoranti che alle 10 di mattina stanno già grigliando valanghe di carne e pesce, e una pista da ballo in cui le casse, appena messe in funzione, fanno tremare la terra. Decidiamo di buttarci direttamente in acqua visto il caldo che c’è e ci avviamo verso la cascata dove uno dei bagnini si sta mettendo in mostra arrampicandosi su per la roccia ed esibendosi in trazioni fatte con una facilità spaventosa. Molto bello, molto bene… peccato che dopo dieci minuti gli venga una crisi epilettica. Inizialmente pensavamo fosse caduto e avesse sbattuto la testa…e invece ci dicono: “no no..è solo epilettico!!!”. Certo è solo un bagnino epilettico… cosa vuoi che sia?? Fatto sta che dopo neanche 30 minuti lo rivediamo in acqua in una delle sue solite esibizioni. Ma i brasiliani vanno a duracell?? Il bagno è stato, ovviamente, fantastico e molto divertente. Ci scoliamo cocco verde, mangiamo della buona carne e ci godiamo la vista di più ragazzi che ballano canzoni brasiliane DIVINAMENTE nella pista da ballo; poi alle 14.30 è ora di tornare verso casa, ma molto più rilassati di quando eravamo partiti. Di nuovo moto e autobus per arrivare alla famosa fermata fantasma lungo l’autostrada; qui, mentre aspettiamo il coletivo per Palmares, un vecchietto ci regala due cocchi di cacao che ha raccolto appositamente per noi. A Palmares riusciamo a prendere l’ultimo mezzo per arrivare finalmente a casa… peccato che dopo 100 metri ci ritroviamo fermi in mezzo alla strada per un guasto al motore. Torniamo a piedi alla stazione degli autobus e per fortuna dopo poco riusciamo a prendere uno carro e a tornare a casa sani e salvi. Alle 21.30 siamo stese nel letto.

Week-end intenso e ne è valsa la pena!