Dal Diario di IlaLau: week end da turiste, tra mare, squali-cocomeri, cascate e grigliate di pesce!

SOMANTICA PROJECT A LA CASA DOS JOVENS
Joaquim Nabuco – Pernabuco – Brasil
Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo e Casa dos Jovens ONG

Final do semana sabado 20 setembro e domingo 21 setembro 2014

Questo week-end decidiamo di fare un po’ le turiste (per caso!) e visitare i dintorni. Adriano dice che è meglio che come prima volta ci accompagni qualcuno. Il nostro accompagnatore è Emerson, figlio diciassettenne di Ivane.
Sabato è prevista la gita al mare!!!! Zainetto in spalla, alle ore 6.30 del mattino andiamo a prendere il primo carro (il transporte alternativo dei pulmini di cui vi abbiamo già parlato nelle scorse pagine del diario) per Palmares. Arriviamo un po’ in anticipo, il prossimo carro per Barreiros (cioè la zona del litorale sud) è alle 7.30. Nell’attesa cerchiamo un bar per mangiar qualcosa…ci offrono fagioli e riso oppure tapioca…qui è normale, ma noi non siamo ancora ‘così’ brasiliane da riuscire a mangiare fagioli alle 7 di mattina! Per fortuna troviamo anche delle specie di ‘panzerotti’, chiamiamoli cosi’, con presunto e quejo (prosciutto e formaggio) – un po’ tamugni, ma li sbaffiamo- rimirando aironi che bevono nel fiume e chiacchierando sotto il primo sole!
Alle 7.30 puntuale ecco il nostro pulmino, contraddistinto, come la maggior parte dei mezzi, dalla scritta ‘Deus è fiel’. Ci attende circa un’ora e mezza di strada molto piacevole (costeggiamo anche una Riserva Naturale, la Riserva Biologica de Saltinho, con alberi altissimi e fitti, e cascatelle) durante la quale facciamo le solite fermate per far scendere due persone e farne salire 8 (!!!) cariche di sporte o qualsiasi altra cosa che la gente si infila sotto i sedili o in braccio (!!!). Arriviamo a Barreiros alle 9 e sta spiovigginando. Emerson urla due o tre cose ad alcuni signori che ci indicano un punto dove saliamo sul terzo (e ultimo per fortuna!) carro che in mezz’oretta ci porta a Tamandarè. Passeggiando verso la spiaggia, Emerson ci racconta che suo padre è di qua. Un edificio bianco tra le palme attira la nostra attenzione: è il Forte de Santo Inacio de Lodola, conosciuto come il Forte di Tamandarè, edificio storico Patrimonio Culturale dello stato del Pernabuco costruito alla fine del XIX sec. La visita è interessante e su un albero di manga troviamo anche delle simpatiche scimmiette intente a mangiarne i frutti e saltellare da un ramo all’altro. Proprio al lato del Forte, spicca il Faro di Tamandarè. Lo superiamo e poco più in là finalmente eccolo!! Il mare… .o meglio, l’Oceano (Atlantico)! E la spiaggia è una lingua lunghissima di sabbia bianca, costeggiata da fitte palme!
A piedi nudi nella morbida sabbia camminiamo, respirando l’aria fresca. Famiglie ascoltano musica ad alto volume (ovviamente), ragazzi giocano a calcio, un pescatore cammina sul bagnasciuga tirandosi dietro una razza enorme appena pescata come fosse un cagnolino (!!). Il cielo si è aperto e il sole ci sta cuocendo. Raggiungiamo la zona dei ristorantini e venditori ambulanti di noccioline, gelati e gamberetti e decidiamo di rinfrescarci bevendoci l’acqua di coco verde. Poi non ci pensiamo due volte e corriamo a tuffarci! Che meraviglia! Prima però ci ricordiamo dell’avviso di Luciano: se sentite odore di melançia (= cocomero), correte perché cè il tiburão (=squalo)!!
…..questo ovviamente è uno scherzo, ma ce lo aveva detto la sera prima al bar dopo tre caipiroska ed era stato molto divertente!
Ci rilassiamo in spiaggia e Ilaria viene svegliata da un’ondata…sta già salendo la marea, è ora dell’almoço (pranzo): un bel pesce alla griglia, con contorno di riso e fagioli immancabile, in riva al mare. Cosa vogliamo di più? Alle 15 è ora di tornare, visto che ci aspettano 3 mezzi e qui il sole tramonta presto. Inoltre stasera è il compleanno di Adriano e ci ha invitato a casa sua per un churrasco (carne alla griglia). Noi siamo cotte, nel vero senso della parola, ma non possiamo mancare e poi il nostro regalo (un vasetto di nutella) sarà un successone! La festa si protrae fin troppo, visto che per la domenica la sveglia è sempre per le 5.30.

Alle 6.00 di domenica mattina ecco Emerson davanti alla nostra porta. Si va a la Cachoeira do Urubu (= Cascate)!!

Arriviamo a Palmares con il solito pulmino alternativo, e da li prendiamo invece un vero e proprio pullman Coletivos e sediamo finalmente comodi. Ci stiamo dirigendo in direzione Recife e dopo circa un’ora scendiamo, a una fermata in mezzo all’autostrada, che non è nemmeno indicata! Ma Emerson, essendo brasiliano del posto, sa che c’è… Ci chiediamo come un povero turista possa raggiungere questo posto… bhè in effetti qui di gran turisti non ce sono (per fortuna direi!!). Attraversiamo e ci incamminiamo verso una stradina tra i campi di canna da zucchero, dove in teoria dovrebbe passare uno dei soliti pulmini. Chiediamo informazione a un omone in auto con la famiglia che alla fine ci da un passaggio fino al paesino chiamato Primavera. Da qui possiamo prendere le moto-taxi !! che esperienza incredibile!!!! Per fortuna la strada dissestata e non asfalata non permette fare velocità elevate, e riusciamo a goderci il panorama che è a dir poco meraviglioso: cavalli fanno il bagno in un rio, fazende e casette nascoste tra banani e palme, bambini che caricano la canna bruciata su asinelli, o giocano su una rustica altalena appesa a un albero. Dopo circa 15 minuti arriviamo all’ ingresso della Cachoeira, che è patrimonio biologico e protetto del Pernabuco. Sono appena le 9 di mattina e c’è fila all’ingresso! L’entrata costa 6 reais e dopo aver pagato ci aspetta una breve e piacevole camminata prima di arrivare di fronte a questa immensa cascata.
Il posto è veramente stupendo. Ci sono 4 ristoranti che alle 10 di mattina stanno già grigliando valanghe di carne e pesce, e una pista da ballo in cui le casse, appena messe in funzione, fanno tremare la terra. Decidiamo di buttarci direttamente in acqua visto il caldo che c’è e ci avviamo verso la cascata dove uno dei bagnini si sta mettendo in mostra arrampicandosi su per la roccia ed esibendosi in trazioni fatte con una facilità spaventosa. Molto bello, molto bene… peccato che dopo dieci minuti gli venga una crisi epilettica. Inizialmente pensavamo fosse caduto e avesse sbattuto la testa…e invece ci dicono: “no no..è solo epilettico!!!”. Certo è solo un bagnino epilettico… cosa vuoi che sia?? Fatto sta che dopo neanche 30 minuti lo rivediamo in acqua in una delle sue solite esibizioni. Ma i brasiliani vanno a duracell?? Il bagno è stato, ovviamente, fantastico e molto divertente. Ci scoliamo cocco verde, mangiamo della buona carne e ci godiamo la vista di più ragazzi che ballano canzoni brasiliane DIVINAMENTE nella pista da ballo; poi alle 14.30 è ora di tornare verso casa, ma molto più rilassati di quando eravamo partiti. Di nuovo moto e autobus per arrivare alla famosa fermata fantasma lungo l’autostrada; qui, mentre aspettiamo il coletivo per Palmares, un vecchietto ci regala due cocchi di cacao che ha raccolto appositamente per noi. A Palmares riusciamo a prendere l’ultimo mezzo per arrivare finalmente a casa… peccato che dopo 100 metri ci ritroviamo fermi in mezzo alla strada per un guasto al motore. Torniamo a piedi alla stazione degli autobus e per fortuna dopo poco riusciamo a prendere uno carro e a tornare a casa sani e salvi. Alle 21.30 siamo stese nel letto.

Week-end intenso e ne è valsa la pena!

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