Dal diario di IlaLau: un altro giorno di ritmi brasiliani

Progetto Educativo in collaborazione con Modena Terzo Mondo
venerdi 12 settembre

Qui i bimbi sanno cosa vuole dire giocare. Con qualsiasi cosa, in qualsiasi modo.
Qui la povertà c’è e si vede.
Molte ragazzine già sono madri.
Qui le palme sono enormi e i cocchi sono verdi.
Le banane sono piccole e la papaia si mangia col cucchiaio.
Qui il latte è in polvere e il caffè lungo.
Qui le strade sono dissestate e il treno non passa piu’.
I cani sono randagi e la spazzatura per strada, che quando diluvia scorre su rivoli d’ acqua lungo il marciapiede.
Eppure qui la gente è felice, e sorride sempre.

Oggi ci svegliamo con la pioggia, quindi ci mettiamo a costruire le palline per fare le bolas (qui chiamate malabares) e ci aiuta Mateu, un ragazzino del quartiere che stamattina non è andato a scuola con la scusa della divisa da lavare (!!!!).
Aspettiamo Adriano, che doveva arrivare alle 9.30 e invece si presenta alle 11.30 e da qui capiamo che gli orari brasiliani sono molto relativi, e tutto qui si fa senza fretta. Ci stiamo già adeguando a questo modo di vivere. Con lui dobbiamo andare alla Escola Alfredo Brandão, qui dietro la Casa per presentarci agli allievi più grandi dai 15 anni in su. Arriviamo che è l’ora dell’intervallo, dopo avere aspettato un po’e chiacchierato con gente capiamo che è meglio andare a pranzo anche noi e ritornare più tardi. Vera ci ha preparato i pesciolini fritti, riso e fagioli (questi ultimi non mancano mai) e ci riempiamo come sempre perché lei si preoccupa se non ripuliamo il piatto!
Possiamo quindi tornare alla scuola in cui ci esibiamo in 5 classi di studenti misti che ci salutano con calorosi applausi.
Il tempo non migliora, umido e bagnato che ci entra nelle ossa, e rientriamo in Casa dove troviamo cinque simpatici garotos (ragazzini) che ci insegnano trucchi di magia (imparati da internet), giocano con i nostri attrezzi (creando anche coreografie degne della nazionale italiana di ritmica con nastro e palla!) e improvvisano balletti stile Micheal Jackson che cerchiamo di imitare (senza troppi successi).
Dopo questi primi giorni qui capiamo come l’iniziale timidezza dei bambini, dopo pochi minuti lascia spazio alla curiosità e la voglia di parlare e di giocare con noi. Questi bambini hanno una creatività incredibile e il ritmo nel sangue.
Il pomeriggio passa velocemente tra una risata e l altra finchè non arriva sera e Adriano, accompagnato dalla sua bimba Layla, ci porta a mangiare in un ristorantino dove finalmente beviamo Caipirinha!!! Per fortuna
abbiamo un passaggio in macchina per tornare a casa, perché continua a diluviare. Dicono che non piove cosi’ da mesi, è la despedita dell’inverno. Alla faccia! ci svegliamo nel cuore della notte perché sta piovendo sulla pancia della Laura! Spostiamo letti e mettiamo bacinelle in giro per la casa, e torniamo a letto sperando smetta presto.

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